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Malacalzetta

Scheda Tecnica

Comune: Iglesias

Regione: Iglesiente

Estrazioni minerali principali: piombo e zinco

Altimetria media: 560 metri

Proprietà: pubblica


Itinerario: La miniera è raggiungibile dalla frazione di San Benedetto, percorrendo 10 km circa di strada sterrata si trova un incrocio, svoltando a destra si trovano gli edifici e il villaggio minerario di Malacalzetta.

Il villaggio minerario: Gli edifici della miniera si trovano nella Valle di Oridda, vicino ai massicci calcarei del Marganai.

Si trovano i cameroni degli operai, il pozzo di Baueddu e i forni di calcinazione, all’interno dei quali veniva cotto lo zinco.

Si può ammirare la bella laveria in pietra eretta sul finire dell’800. Le dimensioni appaiono modeste, attirano però la curiosità i numerosi archi.

Il percorso storico della miniera: Nel 1761 il Belly stipulò una relazione nella quale descriveva la valle che da Iglesias giungeva a Fluminimaggiore. Ne decantava gli impianti minerari che producevano soprattutto galena e argento. Tra tanti bacini, il più interessante appariva quello di Malacalzetta dove si concentravano i lavori maggiori.

La prima società concessionaria fu la Montesanto, seguirono ricerche e ulteriori concessioni. Fra gli altri primeggiarono per il loro operato Enrico Serpieri e Emanuele Modigliani. Accaddero alcuni problemi, il più grave fu quello dell’infiltrazione dell’acqua. Si tentò un rimedio costruendo gallerie e pozzi.

Nel 1880 Malacalzetta passò sotto il controllo di Lanusei, poco dopo però fu concessa alla The United Mines Company, che fece costruire una piccola laveria meccanica, messa in funzione attorno al 1891.

Attorno alla nuova costruzione venne eretto un piccolo villaggio minerario, costituito dagli uffici, dagli impianti e dalle abitazioni degli operai. Il tutto era circondato da modeste capanne, le abitazioni dei minatori, e da u eretta nel secolo scorso n piccolo orto.

La miniera passò poi nelle mani della Pertusola. La nuova società, si impegnò subito nella coltivazione e nella ristrutturazione degli impianti, fece costruire un’importante ferrovia per il trasposto del minerale che collegava la miniera di Malacalzetta con quella di Arenas.

L’attività riprese nel 1936, anche grazie alla costruzione di un moderno impianto di flottazione, seguì poi un periodo abbastanza positivo per l’attività estrattiva.

Nel 1952 fu rinvenuta una grossa quantità di materiale coltivabile e una decina di anni più tardi furono estratte 90 mila tonnellate di minerale.

Nel 1969 la miniera passò sotto il controllo della Piombo Zincifera Sarda, una società pubblica. Lo stesso bacino fu poi concesso alla SAMIM. Alcuni anni più tardi la gestione passò alla Società Italiana Miniere e si verificò un netto calo produttivo che porto poi, nel 1986, alla chiusura dei pozzi e delle gallerie.

Interessante il complesso degli edifici minerari, dai ritmi irregolari e dalle cubature particolari.

La zona è piacevolmente ricca di interesse e di suggestione soprattutto per gli ampi spazi aperti, per il paesaggio, per la fitta vegetazione e per la tranquillità.

 

 
Pagina aggiornata al 20-Jul-2012 14:12
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